GLI STATI UNITI RICONOSCONO GERUSALEMME CAPITALE D’ISRAELE. Alta tensione nel mondo arabo, dove si susseguono manifestazioni di protesta e scontri dopo l’annuncio di Trump. Hamas fa appello per una “nuova intifada”

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Alta tensione nel mondo arabo dopo l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele e di spostare lì, entro sei mesi, l’ambasciata americana.

Le manifestazioni di protesta e gli scontri

La manifestazione di protesta ha raggiunto i reticolati della linea di demarcazione della Striscia con Israele. Lo riferiscono fonti mediche a Gaza. A Tel Aviv un portavoce militare si è limitato a confermare che in quella zona i soldati hanno disperso una manifestazione violenta palestinese. Cortei di protesta sono avvenuti nelle principali città palestinesi della Cisgiordania, fra cui Ramallah, Betlemme e Hebron. I manifestanti hanno bruciato le bandiere di Stati Uniti ed Israele. Secondo fonti mediche palestinesi, i feriti sarebbero almeno 114.

Hamas fa appello per una nuova intifada

Il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, ha invitato i palestinesi a cominciare la terza Intifada contro Israele: “Venerdì 8 Dicembre sarà il giorno dell’ira e l’inizio di una nuova intifada chiamata la liberazione di Gerusalemme”. Haniyeh ha invocato “un’intifada popolare globale, proprio come ha fatto il nostro popolo a Gerusalemme”. Haniyeh ha esortato tutte le fazioni palestinesi a mettere da parte le loro divergenze per una strategia congiunta contro Israele e gli Stati Uniti.

Trump annuncia il riconoscimento di Gerusalemme capitale d’Israele

Il senso del clamore: la questione “Gerusalemme ovest”
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Stefania Barcella
Giornalista iscritta all’albo dei pubblicisti della Lombardia (IT)



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