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7/7/2025
Questa è la settimana in cui c’è la scadenza delle trattative per accordi commerciali con gli Stati Uniti, fissata precedentemente per il 9 Luglio: dopodiché dovrebbero tornare in vigore le imposte sospese per 90 giorni.
Sul suo social Truth, Trump annuncia che alle 12 ora locale (le 18 in Italia) invierà lettere su dazi e accordi commerciali. Minacce ai Paesi che si allineano con i BRICS (le economie mondiali emergenti di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), cui assicura dazi aggiuntivi del 10%.
Intanto Elon Musk, il magnate sudafricano braccio destro di Trump fino alla rottura sulla legge di bilancio che elimina sussidi per le auto elettriche, lancia un suo partito politico: l’America Party.
L’annuncio il 4/7, dopo un sondaggio su X: “Il Giorno dell’Indipendenza è il momento perfetto per chiedersi se si desidera l’indipendenza dal sistema bipartitico (che alcuni definirebbero monopartitico)! Dovremmo creare l’America Party?”.
L’obiettivo è quello di strappare tra gli otto e i dieci seggi alla Camera e due o tre poltrone al Senato nelle elezioni di metà mandato, a novembre del 2026. Per Musk “sarebbero sufficienti a servire come voti determinanti su leggi controverse, per assicurare che rispettino davvero la volontà popolare”.
8/7/2025
Nella notte italiana, il presidente statunitense Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per posticipare la scadenza dell’entrata in vigore dei nuovi dazi dal 9 Luglio al 1° Agosto.
Nel frattempo il tycoon ha postato sul suo social Truth le lettere inviate a 14 Paesi, fra cui Giappone e Corea del Sud: “È un grande onore per me inviarvi questa lettera che dimostra la forza e l’impegno della nostra relazione commerciale”.
Poi aggiunge: “I nostri rapporti sono sfortunatamente tutt’altro che reciproci. A partire dal 1° Agosto imporremo dazi di solo il 25% su tutti i prodotti inviati negli Stati Uniti. Se per qualsiasi motivo deciderete di aumentare i vostri dazi, noi aggiungeremo un altro 25%”.
Conclude con una sorta di apertura al dialogo: “Nel caso voleste aprire il vostro mercato alle merci americane ed eliminare i vostri dazi e barriere commerciali, noi – forse – considereremo un aggiustamento a questa lettera”.
Nelle scorse ore aAlla Casa Bianca anche l’incontro col premier israeliano Netanyahu, che candida Trump a Premio Nobel per la Pace. Discussa la tregua a Gaza e – soprattutto – il ricollocamento delle persone che vivono nella Striscia.
9/7/2025
Il presidente statunitense Trump incontra l’omologo israeliano Netanyahu per la seconda volta in 24 ore, ma dai negoziati di Doha, in Qatar, non arriva alcun accordo sulla tregua: rimane il nodo sul ritiro delle truppe dell’Idf.
Fa discutere il piano presentato ai media dal ministro della difesa israeliano Katz: creare una “città umanitaria” nel sud della Striscia dove i palestinesi potrebbero entrare previo “screening di sicurezza”.
Da questa ipotetica “città umanitaria” i gazawi non potrebbero più uscire, se non dopo essere stati deradicalizzati e solo in Paesi terzi. Per la comunità internazionale è un tentativo di pulizia etnica.
Il presidente francese Emmanuel Macron, in visita di Stato nel Regno Unito (la prima dal 2008), davanti al Parlamento britannico ha affermato la necessità del riconoscimento di uno Stato palestinese.
La permanenza del numero uno di Parigi a Londra è iniziata ieri e durerà tre giorni, nel corso dei quali i due Paesi intendono rilanciare l’asse bilaterale fra gli storici alleati. Temi principali: sicurezza, difesa e ordine internazionale.
10/7/2025
Ieri il colloquio del leader ucraino Zelensky col Papa Leone XIV: ribadite la necessità e l’urgenza di percorsi di pace giusti e duraturi, l’importanza del dialogo come via privilegiata per mettere fine alla guerra e la disponibilità del Vaticano ad accogliere i negoziati.
Poi il colloquio col presidente della Repubblica Mattarella, che gli ha espresso rinnovata vicinanza e pieno sostegno dell’Italia all’indipendenza e all’unità territoriale dell’Ucraina.
Oggi e domani, a Roma, la quarta Conferenza internazionale per la ricostruzione dell’Ucraina. Gli auspici non sono dei migliori: è un momento particolarmente difficile con la Russia che preme lungo tutto il confine e lancia pesanti bombardamenti.
La premier italiana Meloni. “Dobbiamo aumentare la pressione su Mosca per raggiungere il prima possibile un cessate il fuoco e aprire la strada alla diplomazia. Dobbiamo anche ricordarci che questo può succedere solo con la deterrenza”.
Assenti, oltre a Trump, Starmer e Macron. L’inquilino dell’Eliseo a Londra: “Siamo ora entrambi in una nuova era, in questo nuovo mondo le nostre alleanze sono più importanti che mai”.
11/7/2025
Dalla Conferenza internazionale di Roma arriva un forte messaggio politico ed economico, con i leader che prendono impegni commerciali per 10 miliardi da investire non appena sarà possibile per la ricostruzione dell’Ucraina.
Non solo: si parla anche sostegno militare senza se e senza ma. il piano del primo ministro inglese Starmer – con l’appoggio di Macron – per dispiegare truppe di peacekeeping anglo-francesi in Ucraina fa arrabbiare la Russia.
Da un lato il portavoce del Cremlino Peskov afferma che i Paesi europei stanno discutendo varie opzioni per il sostegno finanziario all’Ucraina con l’intento di incoraggiarla a continuare la guerra “fino all’ultimo ucraino”.
Dall’altro il ministro degli Esteri russo Lavrov dichiara che alcuni leader europei stanno cercando di mobilitare il vecchio continente in una nuova “guerra diretta” contro Mosca.
La presenza di truppe al confine equivarrebbe a un “coinvolgimento diretto, ufficiale e palese dei membri della NATO nella guerra contro la Russia”, e questo – aggiunge Lavrov – “non può essere permesso”.

Stefania Barcella
Giornalista iscritta all’albo dei pubblicisti della Lombardia (IT)