LA CRISI DEL VENEZUELA. Il 23/1, durante una manifestazione antigovernativa, Juan Guaidó – 35 anni e da pochi giorni presidente del Parlamento – si è autoproclamato presidente ad interim del Paese. Reazione di Maduro e comunità internazionale

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Il 23 Gennaio 2019, durante una manifestazione antigovernativa convocata dall’opposizione a Caracas e in altre città del Venezuela, Juan Guaidó, 35 anni e da pochi giorni presidente del Parlamento, si è autoproclamato presidente ad interim del Paese. L’obiettivo è guidare la transizione democratica fino alla convocazione di nuove elezioni.

La reazione di Maduro

Secondo il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, le dichiarazioni di Guaidó sono un colpo di Stato organizzato dagli Stati Uniti. Maduro ha immediatamente rotto le relazioni diplomatiche con Washington dando ai diplomatici statunitensi 72 ore di tempo per lasciare il Venezuela.

La reazione di Trump

Nel frattempo il presidente americano Donald Trump ha riconosciuto Guaidó come legittimo presidente, e non è stato il solo: i governi di Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Ecuador, Paraguay e Perù, insieme all’Organizzazione degli Stati americani, hanno dato il loro appoggio al leader dell’opposizione. Solo il Messico, la Bolivia e Cuba hanno ribadito il loro sostegno al governo di Maduro.

La reazione della popolazione

Mentre una parte della popolazione, colpita dall’inflazione e dalla fame, è favorevole a un cambio di governo, un’altra parte dei venezuelani sostiene ancora Maduro. Rispetto alle proteste del passato, questa volta Caracas dovrà fare i conti con la presa di posizione della comunità internazionale.

L’escalation di Guaidó

Nicolás Maduro si è insediato per un secondo mandato presidenziale in Venezuela il 10 Gennaio scorso. Guaidó, alla guida di un Parlamento controllato dall’opposizione, si è autoproclamato presidente ad interim il giorno dopo che Maduro ha cominciato il suo secondo mandato presidenziale. Si è detto disposto a mantenere l’incarico fino a nuove elezioni e ha convocato una grande manifestazione per il 23 Gennaio. La sua dichiarazione ha ricevuto il sostegno di alcuni governi stranieri – tra cui Brasile e Stati Uniti – e dell’opposizione venezuelana, che considera illegittimo il risultato delle elezioni presidenziali del 20 Maggio 2018.

Il 13 Gennaio 2019 Guaidó è stato trattenuto per circa un’ora dagli agenti del Sebin, il servizio d’intelligence del governo socialista di Nicolás Maduro. Guaidó è stato prelevato con la forza dall’auto su cui viaggiava. La prima a diffondere la notizia dell’arresto è stata la moglie del parlamentare, Fabiana Rosales, che era con lui. Il ministro della comunicazione e dell’informazione, Jorge Rodríguez Gómez, ha subito dichiarato che l’arresto di Guaidó è stato irregolare e che è avvenuto senza l’approvazione dei vertici del governo e ha precisato che i funzionari responsabili dell’arresto sarebbero stati “sollevati dall’incarico e sottoposti a severi provvedimenti disciplinari”.

Dopo la liberazione, Guaidó ha partecipato a un comizio nello stato di Vargas, dove ha mostrato alle telecamere i segni che aveva sui polsi: “Hanno cercato di ammanettarmi, ma non gliel’ho permesso. Sono il presidente dell’assemblea nazionale”, ha detto. Ha anche ribadito quello che aveva detto l’11 Gennaio, cioè l’intenzione di assumere le funzioni di presidente ad interim al posto di Maduro.

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Stefania Barcella
Giornalista iscritta all’albo dei pubblicisti della Lombardia (IT)



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