LA QUESTIONE BREXIT. Il premier britannico Boris Johnson perde la maggioranza, ma non vuole mettere a rischio la sua posizione negoziale: “Parola al popolo” con elezioni anticipate, se i deputati approveranno la legge anti-no deal

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Il premier britannico Boris Johnson ha chiesto alla Camera dei Comuni di lasciare la parola “al popolo” sulla Brexit se i deputati approveranno la legge anti-no deal per un rinvio dell’uscita dall’UE, bollata come “resa di Jeremy Corbyn”.

Il rivale del premier, infatti, ha dichiarato che farebbe tutto il possibile per evitare che il Regno Unito finisca nell’incubo di una Brexit senza accordo, soprattutto dopo che Johnson aveva rivelato che, dopo pochi giorni dalla ripresa dei lavori, le attività delle Camere sarebbero state sospese per circa un mese, prima del ritorno in aula per il discorso della Regina e la presentazione del programma di governo.

La ripresa dei lavori parlamentari

Martedì 3 Settembre, alla ripresa dei lavori della Camera dei Comuni dopo la pausa estiva, Boris Johnson ha aggiornato i parlamentari in merito agli ultimi sviluppi del processo di dialogo con Bruxelles, nel tentativo di evitare l’approvazione da parte dell’opposizione della legge che impedirebbe l’uscita dall’UE senza aver prima raggiunto un accordo con Bruxelles, “distruggendo ogni possibilità di negoziare un nuovo patto”.

L’ipotesi della legge anti no-deal

L’approvazione di tale legge “obbligherebbe”, secondo Johnson, lo stesso premier “a supplicare l’Europa di concedere un’ulteriore insensata proroga”. Da parte sua, il premier inglese ha reso noto che non sarebbe disposto a fare quanto chiesto dall’opposizione. Johnson ha aggiunto che se i deputati conservatori votassero per escludere il no-deal “taglierebbero le gambe” alla sua posizione negoziale. Il premier britannico ha quindi confermato di “non voler rinviare la scadenza per la Brexit”.

Johnson perde la maggioranza

In occasione del discorso del premier, il deputato conservatore Phillip Lee ha deciso di passare all’opposizione, facendo cadere di fatto la maggioranza parlamentare del partito di governo. Nel motivare la sua scelta, Lee ha reso noto di essere passato all’opposizione in quanto il governo “sta procedendo nell’affrontare la questione senza scrupoli, mettendo a repentaglio le vite e i mezzi di sussistenza” dei cittadini inglesi.

L’ipotesi delle elezioni anticipate

Il premier britannico ha quindi sottolineato di “non volere le elezioni” anticipate: “Io non le voglio, se voi non le volete”, ha affermato. Ma se il Parlamento voterà contro l’uscita dall’Unione europea il 31 Ottobre “non ci sarà altra scelta”.

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Stefania Barcella
Giornalista iscritta all’albo dei pubblicisti della Lombardia (IT)