COME IL CORONAVIRUS HA CAMBIATO IL MONDO. La Russia assicura il potere a Putin fino al 2036: mentre fa discutere il caso dell’avvelenamento del dissidente Navalnyj, inizia la campagna vaccinale con lo Sputnik V

In Russia il 2020 doveva essere l’anno della conferma del potere assoluto del presidente Vladimir Putin, che aveva previsto un referendum costituzionale in Aprile per prolungare il suo potere fino al 2036, dopo aver riportato il Paese a un ruolo di potenza internazionale, dalla Siria alla Libia, approfittando anche delle incertezze della politica statunitense.

Il coronavirus è stato il primo “nemico” che Putin ha sottovalutato da decenni a questa parte: la sua gestione della pandemia ha provocato grave malcontento tra i suoi cittadini, facendo sensibilmente diminuire il gradimento del presidente. Se da un lato la propaganda dei media russi ha provato a tranquillizzare i cittadini sull’epidemia, dall’altro le continue menzogne sui dati dei contagi e delle vittime sono state raccontate dalla stampa internazionale.

Inoltre, il crollo del prezzo del petrolio e del gas ha privato la Russia di importanti introiti per far fronte alla crisi e attivare gli ammortizzatori sociali, in un’economia già indebolita dalle sanzioni occidentali adottate dal 2014.

Nonostante la pandemia, Putin ha riprogrammato il referendum costituzionale per restare al potere, rinviandolo da Aprile al 1° Luglio. Il plebiscito è stato vinto dai sì con una maggioranza del 78%, con un’affluenza ufficiale del 65%.

Aleksej Navalnyj, unico oppositore realmente importante rimasto in Russia, ha definito i risultati del voto una “grande bugia” che non rifletteva davvero l’opinione pubblica del Paese.

Poche settimane dopo era in campagna elettorale per le elezioni locali. Navalnyj ha avuto un grave malore sull’aereo che il 20 Agosto lo stava riportando dalla città di Tomsk, in Siberia, a Mosca. È stato avvelenato con una sostanza chimica e si è salvato solo perché il pilota ha deciso un atterraggio di emergenza.

Oggi, dopo un trasferimento rocambolesco in Germania dovuto alle pressioni internazionali e lunghe cure mediche, Navalnyj è sopravvissuto, sta bene, ed è convinto che dietro all’attentato ci sia il Cremlino.

I Paesi dell’Unione europea hanno adottato sanzioni contro funzionari russi coinvolti nel caso già a metà Ottobre, dopo la conferma che la sostanza usata nell’avvelenamento era effettivamente il Novichok, un agente nervino di tipo militare.

Alcune inchieste hanno prodotto nuovi elementi di prova su quali agenti dell’FSB russo sarebbero coinvolti direttamente nell’azione, con nomi e cognomi. Putin ha smentito, ma lo stesso Navalnyj – grazie ad una telefonata in cui si è finto un assistente del segretario del Consiglio di sicurezza – è riuscito a far ammettere ad un agente dei servizi segreti russi la sua responsabilità nel tentato avvelenamento.

Se sul fronte interno c’è stato un irrigidimento del potere, su quello internazionale la Russia è parsa propensa a usare una tattica più attendista e meno interventista che negli anni precedenti.

Sul fronte della pandemia, infine, il 5 Dicembre ha avviato la sua campagna vaccinale con lo Sputnik V, sviluppato dall’istituto Gamaleya, anche se le autorità russe hanno ricevuto diverse critiche internazionali per non aver aspettato la conclusione dei test su larga scala. Ciononostante il vaccino russo è in produzione o sta per esserlo in Kazakistan, India, Brasile e Argentina, mentre dei campioni del farmaco sono stati inviati in Ungheria, Uzbekistan e Serbia.

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Stefania Barcella
Giornalista iscritta all’albo dei pubblicisti della Lombardia (IT)



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