IL PATTO GLOBALE PER LE MIGRAZIONI. L’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato la risoluzione con 152 voti a favore, 5 contrari (Ungheria, Stati Uniti, Polonia, Israele, Repubblica Ceca) e 12 astenuti, fra cui l’Italia

migranti

Tempo medio di lettura: 2 minuti

migranti

L’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato la risoluzione che recepisce il Patto Globale per una sicura ordinata e regolare migrazione (Global Compact for Migration) con 152 voti a favore, 5 contrari, 12 astenuti. Il Global Compact era stato adottato il 12 Dicembre dalla Conferenza Intergovernativa di Marrakech in Marocco con i “sì” di 164 Paesi.

Il Patto Globale

Il Patto Globale fissa 23 obiettivi e prospetta per ciascuno una serie di azioni a cui i governi possono ispirarsi per reagire al fenomeno delle migrazioni. Il Global Compact for Migration riconosce che nessuno Stato può affrontare da solo le sfide e le opportunità che un fenomeno globale come la migrazione comporta e ribadisce molte volte all’interno del testo la necessaria partecipazione in termini di responsabilità e condivisione degli oneri da parte dei Paesi di origine e di transito.

Il Global compact for Migration non è un trattato internazionale. Infatti, il documento “ribadisce il diritto sovrano degli Stati a determinare la loro politica migratoria nazionale e la loro prerogativa di governare la migrazione all’interno della propria giurisdizione, in conformità al diritto internazionale”

“È frutto di un lungo e complesso negoziato che non offende la sovranità degli Stati”, ha detto prima del voto la presidente dell’Assemblea Generale, Maria Fernanda Espinosa Garcies, secondo cui la migrazione “deve essere una opzione, non un atto di disperazione”.

Il fronte del “no”

Ungheria e Stati Uniti hanno guidato il fronte del “no” a cui hanno aderito Polonia, Israele e Repubblica Ceca. Per il ministro degli Esteri ungherese, Peter Siarto, la migrazione è “un fenomeno pericoloso” e le Nazioni Unite “hanno fatto un errore” ad approvare un documento “sbilanciato a favore delle migrazioni”. L’Ungheria “non vuole diventare un Paese di origine, di destinazione o di transito. E l’Ungheria vuole decidere chi può entrare nel paese e chi no”, ha detto Siarto.

L’astensione dell’Italia

Il testo del Global Compact for Migration include molte delle istanze di cui l’Italia si fa promotrice in ambito europeo su meccanismi di ricerca e soccorso e sbarco, contrasto all’immigrazione irregolare e alla tratta, condivisione delle responsabilità tra tutti i Paesi coinvolti; tuttavia l’Italia si è astenuta. Così il premier Giuseppe Conte: “Abbiamo parlamentarizzato la discussione, l’importante è entrare nel merito. Il Global compact non è lo strumento per valutare se l’Italia è nel consesso dei grandi. Siccome è un documento programmatico, ci consente una certa serenità. Se si partecipa così emotivamente si rischia la crisi come in Belgio”.

foto_stefania
Stefania Barcella
Giornalista iscritta all’albo dei pubblicisti della Lombardia (IT)