LE PROTESTE IN TUNISIA. Manifestazioni contro l’aumento del costo della vita sono degenerate in violenze: scontri e disordini in varie città, anche se il Ministero dell’Interno sostiene che siano opera di bande che approfittano della situazione

tunisia

tunisia

Manifestazioni di protesta contro l’aumento del costo della vita e la marginalizzazione sono degenerate in violenze. Nelle ultime ore, in Tunisia, scontri e disordini tra gruppi di giovani manifestanti e forze dell’ordine si sono verificati in varie città: Thala, Kasserine, Sbeitla, Bouhajla, Oueslatia (Kairouan), Douz, Kebili, Gafsa, Tebourba e Citè Ettadhamen (Tunisi). Il Ministero tunisino della Salute ha confermato la morte di un 43enne che aveva preso parte alle proteste a Tebourba, anche se viene esclusa la presenza di segni di violenza e si attribuisce la morte a un malore accusato dall’uomo.

La versione del Ministero dell’Interno

Il portavoce del Ministero dell’Interno, Khalifa Chibani, ha dichiarato che i fatti di queste ore non hanno nulla a che vedere con i tratti delle manifestazioni pacifiche e che non c’è nessun collegamento con le proteste per l’aumento dei prezzi, ma che si è trattato di bande di violenti che hanno approfittato della situazione per saccheggiare e rubare.

Il bilancio dei disordini

Il portavoce del Ministero ha stilato anche un parziale bilancio dei disordini: i manifestanti hanno attaccato il posto di polizia di El Battan alla Manouba bruciando l’ufficio del comandante, l’agenzia delle finanze di El Gtar a Gafsa rubando una quantità di tabacchi lavorati, il deposito comunale di auto della regione rubando due autoveicoli e due moto, un supermercato a Citè Intilaka nei pressi della capitale, il deposito comunale di el Bassatine a Kasserine rubando 34 moto. A Tebourba i manifestanti hanno attaccato la sede della delegazione di governo incendiandone alcuni mobili, oltre ad aver tentato di attaccare una filiale bancaria e svaligiarne il bancomat.

L’origine della protesta

La protesta popolare era nata nei giorni scorsi contro l’ondata di aumento dei prezzi per l’entrata in vigore della finanziaria 2018, che ha introdotto maggiorazioni per carburanti, assicurazioni, servizi, un aumento dell’IVA dell’1%, e altre misure adottate dal governo per cercare di contenere la spesa pubblica. Nelle regioni del centro e del sud la protesta assume anche un valenza sociale contro la disoccupazione e la marginalizzazione dei giovani.

foto_stefania
Stefania Barcella
Giornalista iscritta all’albo dei pubblicisti della Lombardia (IT)



Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*