Il senso del bacio: il fuoco che arde sotto la cenere, flirt o vero amore?

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Amati Lettori,

ci stiamo addentrando nella settimana che precede la Pasqua, l’ultima del primo trimestre di questo 2018. Proviamo a fare insieme il punto della situazione.

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L’Italia, chiuso il capitolo elezioni, ha i suoi nuovi presidenti di Camera e Senato: il grillino Fico e la berlusconiana Casellati. Dopo lo spartiacque pasquale si penserà alle consultazioni per scegliere il capo del governo che dovrà necessariamente provare a risollevare il morale del Belpaese: non bastano numeri e statistiche, la gente deve percepire nella vita quotidiana di essere uscita dalla crisi, che le cose vanno meglio, che il lavoro di può trovare e che le difficoltà si possono affrontare giorno dopo giorno senza essere sempre polemici e sfiduciati in partenza. Opera ardua, ma s’ha da fare se si vuole veramente provare a cambiare le cose, insieme. I leader politici diano il buon esempio in primis, archiviando i “vaffa” e dimostrando concretamente sul campo quello che hanno promesso in anni e anni di proteste. Il potere è una responsabilità: ci aspettiamo che chi ci guidi sia in grado di rispondere delle proprie promesse con le azioni.

Nei giorni scorsi, fra Montecitorio e Palazzo Madama è apparso un murales – quasi subito tolto – emblematico dell’attuale situazione politica: il bacio tra Salvini e Di Maio. Sotto la cenere delle guerre duellate a suon di slogan, c’è il fuoco che arde dalla voglia di appropriarsi del timone della nave: si scelgano bene gli obiettivi e le rotte da seguire, senza trascurare il carburante necessario a traghettarci alla meta. Inutile pensare di fare il giro del mondo se non si calibrano le forze per riuscire nell’impresa.

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In Europa, un altro “bacio” simbolico è stato quello tra Spagna e Germania suggellato con l’arresto dell’ex presidente catalano Carles Puigdemont: dopo mesi di esilio in Belgio, dopo l’esito del referendum dichiarato incostituzionale, è stato fermato dalla polizia tedesca sulla base del mandato di cattura europeo. Il leader indipendentista è stato formalmente incriminato per presunta “ribellione” e rischia una condanna fino a trent’anni di carcere per la proclamazione della “Repubblica di Catalogna”.

Sempre in Europa, un viaggio nel tempo ci porta poi al “bacio” fra l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy e l’ex leader libico Mu’ammar Gheddafi. L’indagine giudiziaria è stata aperta cinque anni fa ed è nata dalla pubblicazione – da parte del sito Mediapart – di un documento libico che menzionava un presunto finanziamento da parte della Libia di Gheddafi della campagna di Sarkozy che nel 2007 lo portò alla vittoria delle Presidenziali. Pochi giorni fa, l’ex capo dell’Eliseo è stato formalmente incriminato per corruzione, finanziamenti illeciti alla campagna elettorale e occultamento di fondi pubblici libici. Beshir Saleh, ex gran finanziere di Gheddafi e uomo di relazioni con la Francia – quella Francia ancora tragicamente segnata dal terrore – recentemente ferito da colpi d’arma da fuoco durante un attacco a Johannesburg, aveva dichiarato a Le Monde: “Gheddafi ha detto di aver finanziato Sarkozy. Sarkozy ha detto che non è stato finanziato. Credo più a Gheddafi che a Sarkozy”.

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Un ultimo, lungo ed appassionato bacio è quello fra politica e social network. Che la privacy fosse un bluff, era chiaro a tutti: resta il fatto, però, che quando ciò che è ovvio viene messo in evidenza sotto i riflettori mondiali è quasi d’obbligo gridare “allo scandalo”. Nello specifico, pare che Facebook abbia ceduto dati personali di oltre 50 milioni di utenti alla società di consulenza anglo-americana Cambridge Analytica, la quale li avrebbe poi utilizzati per scopi politici per influenzare le elezioni americane che hanno visto trionfare Donald Trump e – prima ancora – il referendum sulla Brexit.

Su tutti questi processi in essere, non possiamo far altro che analizzare lo status quo senza affrettare o inventare sentenze. Il tempo dirà se sono baci da flirt o s’è vero amore.

Buona Settimana (Santa)!

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Stefania Barcella
Giornalista iscritta all’albo dei pubblicisti della Lombardia (IT)