Dalla Striscia di Gaza a Striscia la Notizia: il senso delle priorità nel diritto e dovere cronaca

Il saluto della donna israeliana ai rapitori di Hamas

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Il saluto della donna israeliana ai rapitori di Hamas

Dal 7 Ottobre, giorno del massacro d’israeliani da parte dell’organizzazione terroristica di Hamas, le notizie si sono susseguite a tambur battente cercando di dare una copertura totale del “nuovo” conflitto in Medioriente.

L’Ucraina sembra sparita – almeno provvisoriamente – dai telegiornali. Di altri, numerosi, conflitti nel mondo proprio non se ne parla: i riflettori sono accesi su Gaza e dintorni.

Succede, però, che un paio di servizi del programma televisivo satirico Striscia la Notizia – andati in onda rispettivamente il 18 e 19 Ottobre – spostino il focus dell’attenzione dell’opinione pubblica italiana sul conflitto tutto personale della presidente del Consiglio Giorgia Meloni con il compagno Andrea Giambruno.

Che cosa è successo

Poche ore dopo il caso nato dalla pubblicazione dei fuorionda del giornalista e conduttore della trasmissione di Rete4 Diario del Giorno, è arrivato l’annuncio della premier affidato a un post sui social: “La mia relazione con Andrea Giambruno finisce qui. Le nostre strade si sono divise da tempo, ed è arrivato il momento di prenderne atto. Tutti quelli che hanno sperato di indebolirmi colpendomi in casa sappiano che per quanto la goccia possa sperare di scavare la pietra, la pietra rimane pietra e la goccia è solo acqua”.

Esploso il caso mediatico, Giorgia Meloni ha poi deciso di non presenziare alla kermesse organizzata da Fratelli d’Italia per celebrare il primo anno di governo. In un videomessaggio ha dichiarato di aver preferito stare con la figlia Ginevra in un momento così delicato dopo la fine della relazione con il padre: “Anche io sono un essere umano. Chiedo comprensione”.

Come donna e come madre, Giorgia ha comprensione e solidarietà soprattutto da parte delle tante donne che nella propria vita – personale e/o lavorativa – hanno incontrato sulla propria strada un Giambruno di turno. Certo, pare difficile credere che in dieci anni di relazione non si fosse mai accorta dell’indole dell’uomo che era al suo fianco – non propriamente un gentleman, e sicuramente non un “first gentleman” – ma i riflettori adesso meritano di spegnersi qui, se non altro per rispetto della minore suo malgrado coinvolta.

Il diritto e dovere di cronaca

Il punto è un altro. Dalla Striscia di Gaza a Striscia la Notizia, c’è una donna di Potere che non si deve lasciar trascinare e ci sono giornalisti che dovrebbero riflettere sul senso delle priorità e delle proporzioni al di là dei facili clic.

Perché mentre una bambina rimarrà inevitabilmente segnata dalle battute del padre rese di dominio pubblico (e più se ne parlerà e più materiale rimarrà in rete), migliaia di bambini muoiono – letteralmente – per colpa di guerre volute da quel Potere che continua a dichiarare che i civili non sono un target, ma ciononostante continuano ad essere colpiti (e meno se ne parlerà e più tutto questo passerà per “normalità”).

La verità sostanziale dei fatti e l’interesse pubblico

Quando il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, afferma – scatenando le ire e le reazioni diplomatiche degli israeliani – che “è importante riconoscere che gli attacchi di Hamas non sono venuti dal nulla” e che “il popolo palestinese è stato sottoposto ad anni di soffocante occupazione”, si fa presto ad indignarsi.

Ma la verità è proprio questa: vanno condannati inequivocabilmente gli orribili e senza precedenti atti terroristici compiuti da Hamas in Israele il 7 Ottobre, niente può giustificare l’uccisione deliberata, il ferimento e il rapimento di civili o il lancio di razzi contro obiettivi civili, tutti gli ostaggi devono essere trattati umanamente e rilasciati immediatamente e senza condizioni.

Tuttavia, esistono una realtà storica e un dovere di cronaca da non ignorare che si pongono sul piatto della bilancia: così come le recriminazioni del popolo palestinese – che cerca ascolto da una “prigione a cielo aperto” – non possono giustificare i terribili attacchi di Hamas, allo stesso modo questi orrendi attacchi non possono giustificare la punizione collettiva del popolo palestinese.

Nel raccontare una notizia il primo parametro di un giornalista è il rispetto della verità sostanziale dei fatti, il secondo l’interesse pubblico. Dev’essere d’interesse e di dominio pubblico sapere quindi che Gaza è una Striscia di terreno generata per architettare – da parte del Potere – conflitti di tutte le dimensioni, a seconda delle necessità del momento.

“Shalom, shalom, shalom”

C’è bisogno di aumentare i prezzi per frenare l’inflazione, di diminuire le libertà per giustificare la chiusura dei confini, di utilizzare le armi prodotte per dare spinta all’industria bellica? La leva della guerra è perfetta, e la Striscia di Gaza è notoriamente e drammaticamente sempre pronta.

Forse però è scomodo, troppo scomodo, chi prova a far luce su un quadro geopolitico terribilmente complesso e sicuramente non nettamente diviso in “buoni” e “cattivi”, “nemici” e “supereroi”.

La stretta di mano e lo “shalom” (parola ebraica che significa “pace, completezza, prosperità”) – il saluto dell’85enne israeliana Yocheved Lifshitz rivolto ai suoi carcerieri di Hamas mentre la stavano liberando – possano diventare l’icona per un racconto diverso del senso di quello che accade.

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Stefania Barcella
Giornalista iscritta all’albo dei pubblicisti della Lombardia (IT)